🧭 Mercoledì 28 gennaio 2026
👣 Il mal tempo imperversa ancora...
⭐ Letture condivise invernali
Anche questa settimana ci sono avvisi di burrasca. Il sito della compagnia di navigazione si riempie di annunci per "condimeteo avverse" e vengono cancellate diverse corse: i traghetti continuano a non partire e a non arrivare. L'isola è isolata.
Sono riuscita a rientrare a scuola dopo un giorno di permesso, ma lunedì pomeriggio il mare era mosso e la traversata è stata impegnativa, per lo stomaco e per la psiche.
L'umore sembra riflettere i colori del cielo, in questi giorni tinto di un grigio diffuso e diluito dal vento e dalla pioggia. È difficile sorridere quando piove, è più facile con l'arcobaleno, ma dall'isola si vedono solo nuvole pesanti e mare mosso.
La notte scende presto e nell'oscurità che avvolge da ogni parte questo piccolo morso di terra emersa si capisce che "il continente" non è lontano, perché si vedono all'orizzonte le luci delle città riflesse sul cielo basso, presenze palpabili che condensano la nostalgia.
Accanto alle luci di Latina, ben visibile davanti alla veranda della casetta, si staglia silenziosa e immota la sagoma scura del Monte Circeo, perfettamente riconoscibile per il suo rinomato profilo di persona distesa col volto rivolto all'insù. Sembra un guardiano della notte e mi trasmette una sorta di rassicurazione, come se mi dicesse che anche al di là del mare la vita continua tranquilla e serena.
Verso le tre mi sveglio per il ronzio minaccioso di una zanzara invernale e mi ritrovo a guardare a lungo fuori dalla finestra nel cuore della notte: la mezza luna, che in questo periodo sembra una coppa di champagne senza stelo e che per una volta è visibile nel cielo nero ma libero da nuvole, riversa sul mare calmo una luce argentea che sembra un velo di tulle leggermente increspato dalla brezza notturna. Lo stretto tra Ponza e Palmarola si illumina tutto di una chiarore magico, come se avessero acceso tante piccole lucine per rivestire quella distesa oscura di una sottile coltre chiara, che spande all'intorno una luminosità liquida: un sorriso ammirato si distende sul mio volto assonnato.
Martedì partecipo al Reading Party dell'isola, organizzato da due insegnanti della scuola elementare, Stefania e Roberta, presso il centro sociale Il Veliero di Le Forna, a due passi dalla casetta, una costruzione a due piani con grande finestroni ad arco che affacciano su Cala dell'acqua e su Forte Papa.
Non ho mai partecipato prima ad un incontro del genere, che ha poche regole semplici: si entra, si spegne il telefono e si legge il proprio libro in silenzio per un tempo prestabilito, al termine del quale si può anche scegliere di raccontare la trama o di leggere qualche passo.
Mi sembrava una moda importata e non capivo bene il senso di leggere libri diversi insieme a perdone sconosciute, ma mi sono dovuta ricredere: è stato un bel momento di socialità, e ho afferrato il fondo di verità in chi sostiene e che la lettura silenziosa aumenta la concentrazione (e credo divenga anche un po' contagiosa).
L'orario mi aveva lasciata un po' perplessa, perché pensavo fosse troppo presto incontrarsi nel primo pomeriggio, e invece è stato molto bello leggere mentre le luci del giorno si spegnevano ed il cielo mostrava tonalità cangianti dal rosa pesca al rosso porpora, per poi spegnersi lentamente nel ceruleo serale e poco dopo nel blu intenso notturno.
L'accoglienza è stata molto calorosa e chi ha portato un libro ha trovato non solo compagnia ma anche tisane e dolciumi e persino dei segnalibri artigianali in tonalità pastello con arabeschi e frasi accattivanti: per un'ora piena abbiamo infilato la testa nei libri e per un'altra oretta ne abbiamo parlato, e parlando sono uscite tante nuove idee e proposte per incontrarci ancora.
Mi piace molto scambiare opinioni su autori e autrici, mi piace scoprire nuovi titoli attraverso l'emozione di chi li sta leggendo, e mi piace anche riconoscere gusti analoghi in persone diverse: il ventaglio di titoli che hanno riempito il mio primo Reading Party isolano parla da solo della ricca varietà di letture possibili.
Io sto leggendo un be romanzo un po' sui generis ambientato nella mia amata Lisbona (dove ho vissuto un anno intero, come qui sull'isola, ma ormai trent'anni fa): "In quel momento si alzò un vento leggero che odorava di mare. Accadeva all'improvviso, certe volte bastava solo girare un angolo. Poi si ritraeva, tornava da dove era venuto, e l'aria non sapeva più di niente. Fece un respiro profondo, come prima di tuffarsi in piscina. E d'istinto si ritrovò a trattenere il fiato, a sentirsi circondato dall'acqua anche se l'acqua non c'era..." [Pranzi di famiglia di Romana Petri]
Tornando a casa per cena mi sono affacciata ad una delle terrazze aperte sull'altro versante dell'isola e sono rimasta un po' a guardare le luci lontane della città di Napoli: si irradiano sulle nuvole basse e accendono un tratto di costa come un tubo al neon.
Mi affascina sempre moltissimo questo bagliore tenue che definisce l'orizzonte e che mi riporta all'altra città in cui ho vissuto per quasi un decennio oltre due decenni fa.
Città reali che ritrovo nei libri o che scorgo di là dal mare. Viaggi reali e immaginari che si intrecciano nel tempo, un tempo che trascorre lento in queste giornate di vento e di pioggia.
L'isola torna ad essere avvolta da forti raffiche assordanti e fredde nel pomeriggio di mercoledì e anche di giovedì, tanto che fino all'ultimo non sappiamo se il traghetto partirà o meno: ancora 30 nodi e ancora onde da 3 metri, stavolta non per giorni interi ma soltanto per un paio di pomeriggi consecutivi, giusto il tempo di movimentare la traversata.
Anche se a guardare il mare che monta e s'imbianca di cavalloni sempre più grandi, vien quasi voglia di non imbarcarsi affatto e di restare sull'isola ad aspettare che passi l'ennesima bufera. Coi piedi ben piantati a terra, invece che a caracollare sulle onde: potrebbe essere il mio viaggio più agitato.
Nel tragitto da casa a scuola, e in quello contrario da scuola a casa, mi accompagna la musica speciale delle canne che sbattono nel vento: ritorna il suono di nacchere che per la prima volta ho sentito qui sull'isola.
Si vede anche l'arcobaleno: le raffiche più violente sollevano le onde e l'acqua nebulizzata si colora dei colori dell'iride, un'illusione che dura qualche attimo soltanto prima di volatilizzarsi per la raffica successiva.
Questa potrebbe essere la mia settimana di scuola più corta, perché dopo il permesso di lunedì ne prendo un secondo per motivi di studio: venerdì pomeriggio devo seguire un corso di formazione per docenti neo immessə in ruolo che devono completare l'anno di prova, il corso si svolge in presenza presso la scuola polo di Formia, per poterlo seguire devo assentarmi da scuola. Ma l'incertezza sui collegamenti è tale che niente è mai garantito.
Chissà se e quando riuscirò a partire e chissà se e come riuscirò a seguire il corso (perché nessuno abbia pensato a proporre la presenza a distanza non lo so, forse perché sarebbe stato troppo comodo per chi lavora sull'isola).
Per capire come andranno a finire le mie prossime giornate posso solo attendere.
Con pazienza.
Che a pensarci bene, è un po' come leggere, perché non sempre si riesce a pianificare la lettura come vorremmo, molte volte cambiano i programmi o subentrano impegni che sottraggono tempo o che impongono di rimandare la chiusura del capitolo a momenti più propizi. Per quanto sia coinvolgente il libro e per quanto sia forte il desiderio di giungere alla sua conclusione, chi legge sa bene di non essere padrona assoluta del proprio tempo: leggere è una di quelle attività che dipende da talmente tante altre variabili, che è un po' come vivere sull'isola.
Sull'isola si "naviga a vista".
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| I libri letti al Reading Party di Ponza |
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| I segna-libri artigianali dell'incontro... |
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| Il mare mosso in foto non rende mai bene! |
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| Le radici delle canne che crescono lungo il tragitto tra casa e scuola... |
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| Il muretto accanto al quale mi fermo per ascoltare il suono delle canne al vento... |










